venerdì 16 maggio 2008

trattamento al soggetto

la tarda mattinata, il sole orizzontale alla finestra aperta, nessuna lettera sotto la porta, già una brutta notizia,
eco di tacchi nel corridoio stretto, viva l'italia e canta anche il cane del vicino, freddo in mutande, dove cazzo vanno a quest'ora tutti, l'alito che puzza di vino
tenere una porta aperta, un pensiero che accende il dispiacere, la storia è già chiusa,
la scarpa sparita e quel cane prima o poi, la fame rinviata
all'ora di mangiare, le scale da scendere una volta tanto, il solito appuntamento, la tavola rotonda,
il rimprovero e l'umiliazione, dimostrare chi comanda,
gli spaghetti o la verdura, il telegiornale e il giornale sulla televisione,
la copia di qualcuno, le espressioni finte, il duro lavoro, l'introspezione,
i tanti impegni, la giornata vuota, gli amici di sempre, le amicizie degne di nota, i rapporti mai evoluti, l'acqua, e il vino basta per un po, le promesse disattese, sempre le stesse cose, l'africano e i campi rom, il governo in allarme,
la gente nelle piazze, la coscienza che dorme, freud, edipo, shakespeare a memoria, il teatro ucciso, il pubblico pagante, gli applausi e la gloria,
i tanti impegni, la giornata uggiosa, il talento sprecato, la solitudine e si fa sera
il caffè delle cinque, la sigaretta che non ho fumato, la testa che gira, la camminata al bar, le stesse case e la stessa scuola, lo stesso scenario, la replica del film, uno scenografo svogliato,
i cantautori, Einaudi al pianoforte, i modena city ramblers, la locomotiva, capire Battiato, la cena senza fame, i personaggi di de carlo, uccelli da gabbia e da voliera, la televisione snobbata, e sai che sovversivo, ancora la notte prima, ancora la fatica a chiudere quella dannata porta, sbattendola l'ultima volta che me ne andai devo averla rotta.

Nessun commento: