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martedì 7 febbraio 2012

IL POSTO FISSO

da martone alla cancellieri a monti, tutto il governo a dire di scordarci il posto fisso.
questo mi fa ribrezzo e girare i testicoli come a tanti.
capirei se dicessero: il posto fisso scordatevelo, beccatevi 'stì posti mobili
invece no, dicono solo di scordarci il posto fisso senza nemmeno accennare ad una riforma un minimo seria del mercato del lavoro che magari invogli le imprese a restare o a tornare in italia, che invogli le imprese ad assumere  senza aver paura di finire a gambe all'aria strozzati dai debiti e da equitalia e dai famigerati fantomatici invisibili mercati. 
mia mamma quand'ero bambino mi diceva spesso: scordati pane e nutella, se hai fame ti do pane e marmellata. non mi diceva mai: scordati pane e nutella e punto. non mi lasciava mai senza mangiare.


lo stesso ribrezzo mi viene per lo stesso motivo quando parlano di cancellare l'articolo 18. 
capirei anche qui, se dicessero: cancelliamo l'articolo 18 così da invogliare le imprese ad assumere, ma inseriamo una serie di assicurazioni e vantaggi anche per il lavoratore 
invece no, dicono solo di cancellare l'articolo 18 senza nemmeno accennare di voler inserire articoli di legge per i lavoratori per bilanciare un minimo.
mia mamma quand'ero bambino mi diceva spesso: scordati di avere il gelato tutti i santi giorni 'che fa male, però c'era sempre quella cazzo di marmellata.


Se ci penso, lo stesso ribrezzo lo ebbi quando ad una conferenza stampa sotto natale il nuovo premier disse: ABBIATE FIDUCIA! comperate i titoli di stato!
mica disse: abbiate fiducia, creeremo posti di lavoro e avrete di che mangiare nei prossimi anni
macchè, abbiate fiducia, comprate i titoli di stato.
Certo, come no, sicuro, adesso ci mettiamo tutti a speculare in borsa, diventiamo tutti banchieri faccendieri investitori.
tanto chi cazzo c'ha voglia di lavorare.
chi cazzo lo vuole il lavoro.
mettiamoci tutti a comperare e vendere titoli.
che tra l'altro, è un posto fisso.


Nel finale del film IL PRESTANOME, woody allen si alza dalla scrivania, guarda i commissari di stato e dice loro:
MIEI SIGNORI, EHMM..IO NON RICONOSCO A CODESTA..COMMISSIONE IL DIRITTO DI VENIRMI A FARE RICHIESTE DEL GENERE E, NON DI MENO, ANDATE LEGGERMENTE A PIGLIARVELO NEL CULO

sabato 28 gennaio 2012


"CASTELLI TU A ME NON MI DEVI ROMPERE I COGLIONI"

Se com'è vero, come ci è detto dai sondaggi, come ci è detto dalla sensibilità comune di cittadini, la credibilità dei partiti e, va da se, dei politici, tocca il punto più basso forse della storia;
se com'è vero, la rabbia e insoddisfazione del popolo è dura come mai da anni, mi chiedo: come facciano, con che stomaco, ancora gli stessi politici a presentarsi in giro, e sopratutto in televisione, sempre con le loro facce tronfie, ben dritti sulla schiena, e con l'arroganza dei cani rabbiosi. 
Con quale diritto acquisito si permettono ancora di interrompere il discorso e le rivendicazioni di un cittadino, nel caso di Castelli un Operaio, come si permettono di parlargli sopra impedendogli di esprimersi.
Come cazzo è possibile, mi chiedo. Come cazzo siamo arrivati a questo?

E' colpa di questa specie di ventennale dittatura appena finita che gli ha fatto credere di potere qualsiasi cosa?

Sembra che vogliano la guerra civile.
Se vogliono proprio presentarsi in giro, mostrare ancora le loro facce che io trovo di cazzo, per piazze e TV, le tengano basse, parlino con umiltà, e facciano mea culpa, di tanto in tanto.
O rivedremo presto scene di lanci di monetine, se va bene, o il dio che bestemmio ce ne scampi, 
GUERRA CIVILE